La notizia: il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani ha realizzato un gioco da tavolo per educare contro la violenza di genere.
E fin qui sarebbe pure una cosa positiva, nel senso che qualsiasi iniziativa volta a ridurre violenze e prevaricazioni è per noi sempre una buona idea. Purtroppo però siamo anche degli inguaribili rompicoglioni, ci piace approfondire, e il diavolo è nei dettagli, come ben sa quello che negli anni ’70 ideò il logo della Catholic Church’s Archdiocesan Youth Commission.

Sì, è il logo vero.

Perché sì, lo ribadiamo: l’idea non è male. Il problema è l’esecuzione, chiaramente affidata a non professionisti sotto quasi tutti i punti di vista. Nel senso che la parte divulgativa, almeno quella, è assolutamente ok. Il resto, come dicono gli esperti, mgneeh.

La prima cosa che salta all’occhio, un po’ come un pugno nello stesso, è la copertina che mischia senza soluzione di continuità illustrazioni originali dell’Arma, immagini gratuite prese da internet e clipart, tutte in stili diversi: potrebbe essere una sapiente citazione di Everything Everywhere All at Once, oppure una porcata inguardabile. Vedete un po’ voi.

Chiediamo scusa ai grafici che seguono il blog per la crudezza delle immagini

“Vabbé”, diranno in coro tutti e sette i nostri piccoli lettori, “ma magari il gioco dentro la scatola è interessante!”

Beh, sì, è interessante come caso di studio di tutto quello che non dovrebbe essere un gioco da tavolo nel 2026. Sostanzialmente è un gioco dell’oca con lunghi paragrafi divulgativi da leggere.

Che non sarebbero neanche da buttare, come contenuto, ma che creano un filino di dissonanza ludica, come quando imparare qualcosa è associato a una penalità. E dai dai dai, a cazzo di cane.

A salvare i giovani giocatori da questo scempio, però, ci penserà la logistica. Come riportato dai quotidiani, infatti, l’Arma ha distribuito il gioco nelle Stazioni della provincia di Trapani, collocato nelle sale d’attesa delle caserme. Che non sono proprio il posto dove i ragazzini passano le giornate. Non volontariamente, almeno.

Ci ha invece piacevolmente colpiti l’inserimento in calce al regolamento di un opuscolo informativo, il “violenzametro”, lo strumento per riconoscere la violenza, che ci sembra davvero un’ottima idea. Soprattutto nel caso in cui non venga distribuito esclusivamente ai civili.

Comunque, con lo spirito propositivo che da sempre ci contraddistingue, vorremmo invitare le istituzioni a proseguire con questo tipo di iniziative ludiche, cioè usare giochi classici a fini divulgativi, mantenendo sempre la collocazione in posti sbagliati. Le nostre idee:

  • Twister – Sicurezza sul Lavoro, da installare nelle sale d’attesa dell’INAIL. Come l’originale, ma le caselle sono su un’impalcatura.
  • Jenga: Edilizia Sicura, negli uffici urbanistici. Perdi se la struttura crolla prima che arrivi il condono.
  • L’Allegro Chirurgo: Tagli alla Sanità Edition, nelle sale d’attesa al pronto soccorso. Nella confezione non c’è la pinza.
  • Taboo – Libertà di Stampa, nelle redazioni dei telegiornali. C’è una lista specifica di cose che non si possono dire. Ah, no, scusate, questo c’è già.
  • Bang! Edizione Pensavo Fosse Legittima Difesa, in omaggio con la concessione per le gioiellerie.

In ogni caso, se questo è il futuro dei giochi educativi, siamo pronti a candidarci come peggiori consulenti possibili.

Ma ci viene da pensare che, con l’esubero di autori di giochi e creativi che c’è oggi, è un peccato che l’occasione di fare un gioco potenzialmente utile venga sprecata così.
Anche perché vorremmo evitare il rischio che tornino di moda le battute sui Carabinieri1, che negli ultimi anni ci eravamo fortunatamente levati dalle palle.
A differenza del Gioco dell’Oca.

  1. non perché siano cattive, quello sticazzi, è che proprio non fanno ridere ↩︎

2 risposte a “Idea apprezzabile, “esecuzione sommaria””

  1. Ma dai che c’è anche l’easter egg: La casella del 1522 è la 37 perché 15+22=37. Suvvia, se non è design geniale questo…

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    1. Maledizione, ora sospettiamo che sia solo troppo raffinato per i nostri palati!

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