Spoiler: noi non l’abbiamo.
Quindi andiamo a vedere, secondo la società degli alti QI, quali caratteristiche debbano presentare i giochi da tavolo per essere considerati i migliori:
1) Aver sborsato un’iscrizione di almeno 450 dollari. Perché la genialità parte dal crederci anche quando sembra sconveniente.

2) Durare mediamente meno di 90 minuti. Perché le menti brillanti consumano come motori da Formula 1, quindi è meglio non eccedere.
3) Piacere ai membri del MENSA. Perché non è che se uno è intelligente allora deve rompersi il cazzo a giocare a scacchi.
“Ma quali sono i criteri di giudizio?” vi starete certamente chiedendo, perché siete troppo scemi per arrivarci da soli, e quindi ve lo diremo noi, che essendolo ancora di più, li siamo andati a cercare:
Estetica – Perché a che serve essere intelligenti se non possiamo avere cose belle?
Chiarezza del regolmento – Perché è inaccettabile sprecare energie cognitive.
Originalità – Per combattere il tedio esistenziale.
Voglia di giocarlo – Immediatezza, coinvolgimento… sostanzialmente il suo valore pop.
Valore ludico complessivo – Considera il rapporto tra soddisfazione e costo, giacché che al MENSA non trascurino il fattore economico era chiaro dall’iscrizione.
“Sì, va be’, ma quindi che cosa hanno premiato con ‘ste premesse?“, vi starete adesso chiedendo, dato che la curiosità è madre dell’intelligenza, ma che pure lei può avere degli aborti.
Quindi, anche se li avrete certamente già indovinati, ecco i vincitori:
| A Place for All My Books | Alex Cutler, Michael Mihealsick | Smirk & Dagger Games |
Cosa c’è di più manifestamente culturale che collezionare libri? Collezionare giochi sui libri? No. Giocarli? Nemmeno.
| Critter Kitchen | Alex Cutler, Peter C. Hayward | Cardboard Alchemy |
L’entusiasmante mondo della cucina vissuto attraverso l’entusiasmante mondo degli animali. Se è vero che qui si promuove l’originalità, è pur vero che manco per il cazzo.
| Fromage | Matthew O’Malley, Ben Rosset | R2i Games |
Uno dei più titolati del gruppo, un gioco d’ambientazione in cui i formaggi combattono a suon di maggioranze. Intelligenza creativa.
| Galileo Galilei | Tomáš Holek | Capstone Games |
L’unico “monster game” della lista, capace persino di superare i 60 minuti, soglia d’attenzione dei giurati.
| Got Five | Yoann Levet | Blue Orange Games |
Ecco un gioco che sembra davvero preso dalla sala ricreazione del MENSA, 15 minuti di deduzione matematica e tesserine carine per simulare capacità non richieste.
| Things in Rings | Peter C. Hayward | Allplay |
Un party game dei più classici, di quelli anche un po’ “old school” in cui un giocatore è custode delle informazioni e si diverte a vedere gli altri che si struggono per indovinarle. E ad ogni gioco che si aggiunge alla lista emerge sempre di più una certa mentalità da parte della giuria…
| Twinkle Twinkle | Ammon Anderson | Allplay |
A questo punto della lista si palesa tutta la stanchezza della giuria, e comunque hanno lasciato riempito la classifica per un pelo, con l’iscritto dell’ultimo momento che non avesse ammazzamenti nella scatola. Al limite solo come conseguenza reale, ma quello è considerato metagame, ed è comunque una cosa molto interessante.
Alla fine della fiera il MENSA Select ne esce meno sensato ma più interessante per il “grande” pubblico, presentando i light game migliori. Tra quanti hanno voluto pagare un’iscrizione che costa come produrre un paio di centinaia di scatole.





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