CMON, dopo aver toccato il fondo, ha cominciato a scavare.
“Per trovare il petrolio”, ha aggiunto l’addetto stampa.

Certo, vista la lungimiranza degli ultimi anni se avessero trovato il petrolio probabilmente si sarebbero accesi subito una sigaretta per festeggiare. Ma, tanto, non l’hanno trovato.

I toni delle comunicazioni dell’azienda comunque sono ottimisti: secondo l’ultimo rapporto finanziario della società, le cose vanno meglio. Nel primo semestre del 2026 CMON ha infatti perso poco più di 2 milioni di dollari, contro i quasi 7 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

“Vedete una luce in fondo al tunnel?”
“Sì, ma è quella di un’ambulanza.”

Quindi, dopo quasi 23 milioni di dollari di perdite accumulate nel 2024 e 2025, dimezzamento del personale, sospensione dello sviluppo di nuovi giochi, annullamento delle campagne di crowdfunding, vendita di IP come Zombicide, Blood Rage e Cthulhu: Death May Die e cessione della sede di Singapore, l’effetto è stato “perdiamo ancora milioni di dollari all’anno, ma meno”. Oh, quando un’azienda è sana, è sana.

Ad agosto CMON disponeva di circa 368.000 dollari tra banca e liquidità. Secondo la società stessa, sufficienti a coprire meno di un mese di spese operative.
“Comunque guardiamo al futuro”.
Solo che il futuro fischietta e fa finta di non conoscerli.

In compenso rimangono da consegnare otto campagne di crowdfunding che hanno raccolto complessivamente circa 14 milioni di dollari, che però sono stati già spesi in vanghe. Tra queste DC Super Heroes United e DCeased, previste inizialmente per il 2025 e adesso programmate per il primo trimestre del 2027.
E un fun fact: CMON non completa il fulfillment di una campagna crowdfunding da metà 2025.

“Ma se avete soldi solo fino a fine mese, come farete?” ha chiesto qualcuno dal fondo della sala.
“Gentlemen, to the future!“, ha risposto il CEO dell’azienda, Denholm Reynholm.


Comunque, c’è cauto ottimismo.
Quantomeno tra i curatori fallimentari.

A questo punto nei documenti finanziari compare una delle nostre espressioni preferite: going concern. Cioè, in un linguaggio diverso da quello pensato per deodorare la merda, gli amministratori si sono materialmente chiesti se ci fossero soldi e asset sufficienti per continuare a esistere come azienda.

Ma non temete! La risposta è stata “assolutamente sì!”
A patto che vadano a buon fine alcune quisquilie, tipo ottenere il sostegno finanziario di alcuni amministratori, la consegna degli arretrati, ulteriori ristrutturazioni tagli licenziamenti per ridurre le uscite e, soprattutto, una nuova raccolta di capitale. Cioè “vendere azioni”.

Prima, per sicurezza, CMON ha chiesto di acquistarle direttamente ai propri azionisti, offrendo loro tre nuove azioni per ogni azione posseduta. Gli azionisti, al grido di “grazie ma col cazzo” hanno sottoscritto meno dell’8% delle azioni disponibili.
Perché negli affari è importante, la fiducia.

Quindi, facendo due conti al volo, a CMON rimane solo da trovare all’esterno qualcuno disposto a investire più di 17,5 milioni di dollari in un’azienda che ne vale circa 7,5. Che sembra proprio il tipico investimento oculato che solo CMON stessa potrebbe fare.

Chiaramente, dato che il pensiero positivo non può essere abbandonato in nessun caso, ovviamente l’azienda guarda al futuro, anche se il tempo verbale più consono sembrerebbe essere il trapassato.
Un buon 25% dei soldi che forse verranno raccolti sarà infatti volto a finanziare “l’espansione nei mercati esistenti e nuovi”, mentre un altro 15% sarebbe invece destinato a potenziali acquisizioni per sostenere l’espansione di CMON nel mercato digitale.

Se la strategia vi sembra familiare, è perché appena pochi mesi fa CMON aveva annunciato un investimento da 2,1 milioni di dollari in Blissful Link, società produttrice di videogiochi NFT, nell’ambito di un’espansione di CMON nello stesso mercato digitale di cui sopra, che avrebbe dovuto permetterle di rimanere “rilevante” nell’industria dei giochi. Non è andata benissimo.

Il nuovo piano, però, è diverso, e procede per step chiarissimi.
Il primo, come dicevamo, è “trovare 17,5 milioni di dollari”.

Niente battuta finale, che fa già ridere così.

3 risposte a “CMON e l’espansione strategica verso il basso”

  1. “I am declaring war on STRESS!
    And realistic business plans.”

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    1. “…and I’ll WIN!”

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  2. […] l’altro, a proposito della crisi di CMON, pare abbia trovato i 19 milioni da perdere nei prossimi mesi. Ossigeno in […]

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