22 ottobre, quartier generale di Essen. Notizie dallo Spiel 2026.
Tutti i padiglioni occupati, editori schierati e pronti, barricate di scatole posizionate regolarmente a cazzo di cane come da ordini ricevuti.
Biglietti praticamente esauriti, ultimi accessi disponibili per il primo e l’ultimo giorno, ma le biglietterie-bunker non sono presidiate, si entra solo per attacco aero-digitale.
Sul fronte “carne da macello” tutto segue i piani: il pubblico è arrivato.
La situazione sul fronte editoriale appare invece più movimentata.
Osprey Games ha smobilitato un intero reparto. Pandasaurus ha ridotto il proprio schieramento, delegando parte delle operazioni agli alleati di Asmodee. E Games Workshop ha dispiegato nuove armi per tirare ad alzo zero sul pubblico.
FRONTE OSPREY — Ritirata strategica, perdite di personale
Dal comando britannico giunge notizia di una ritirata.
Bloomsbury Publishing, proprietaria di Osprey Games, ha deciso di abbandonare il fronte dei giochi da tavolo e di carte, mantenendo le posizioni nei wargame e nei giochi di ruolo.
Lo stand di Essen è stato cancellato. L’intero reparto dedicato allo sviluppo e alla produzione dei boardgame è stato smobilitato, con perdite occupazionali confermate.
Il catalogo, invece, rimane sotto controllo britannico, in attesa che qualche altra potenza si presenti a rilevarlo.
Insomma, le truppe sono state congedate, ma i territori conquistati sono ancora in vendita.
L’operazione è stata annunciata con una formula particolarmente appropriata per un’azienda che pubblica giochi di guerra: «riorientamento strategico verso l’editoria libraria».
Il bollettino dello Stato Maggiore intercettato recita:
«Obiettivo editoria ludica neutralizzato. Perdite di personale confermate. Nuove coordinate: settore librario».
Non è chiaro da che parte della battaglia siano schierati, ma non si può negare che stiano infliggendo danni ingenti.
Le vittime possono incontrarsi nell’ospedale da campo per dipendenti veterani della fiera, dove troveranno i commilitoni “congedati” da CMON e i superstiti di altre campagne di ristrutturazione.
La guerra cambia. Il trattamento dei reduci un po’ meno.
Continuano a circolare senza guida i mezzi pesanti delle forze Osprey, pezzi come Undaunted, Imperium, The King is Dead, e Cryptid sono alla mercé dei civili e non solo. Potrebbero facilmente venire catturati da altre forze.
Quindi quando vorrete diventare proprietari di uno di questi titoli ricordatevi di specificare “solo della singola scatola”.
FRONTE PANDASAURUS — Ripiegamento tattico e ottimizzazione delle risorse
Come già segnalato, riduzione dello schieramento per Pandasaurus Games.
L’americano ha deciso di presentarsi a Essen con uno stand decisamente più piccolo rispetto agli anni precedenti. Appoggiandosi al distaccamento tedesco dell’alleato Asmodée.
Il generale Nathan McNair sostiene di poter colpire lo stesso numero di astanti con la metà degli armamenti: la spara grossa. Ma ne risparmia molta.
Una strategia che gli economisti chiamano ottimizzazione dei costi.
Gestione risorse con più gestione e meno risorse.
La storia gli darà torto o ragione: ossia ne parleranno le testate. Oppure noi.
FRONTE WARHAMMER — Fuoco diretto sui portafogli
Situazione diversa sul fronte Games Workshop.
L’Imperium non arretra, non ridimensiona, e soprattutto non smette di conquistare.
A Essen viene schierato Warhammer 40,000: Kill Team LIVE!, un’esperienza laser tag nella quale due squadre da dodici giocatori si affrontano con riproduzioni dei bolter dell’universo Warhammer.
Costo della missione: 25 euro a persona, oltre al biglietto della fiera.
Durata: circa trenta minuti, briefing compreso.
Finalmente sarà possibile sparare a un altro giocatore di Warhammer senza dover prima acquistare, montare e dipingere l’arma.
Al termine della missione, ciascun partecipante riceverà un buono da 10 euro utilizzabile presso lo shop Warhammer in fiera.
A fronte, naturalmente, di una spesa minima di 25 euro.
Perché nell’oscuro futuro del quarantunesimo millennio c’è soltanto la guerra.
E il cross-selling.
A tal proposito, è possibile spendere altri 12 euro per partecipare al Golden Demon, il prestigioso concorso di pittura delle miniature. A patto di avere già avuto anche miniature, colori, pennelli, capacità, tempo, un biglietto per il giorno della consegna, uno per il giorno del ritiro, e altri denari, che non si sa mai.
Dopotutto, Games Workshop non sta vendendo soltanto miniature, sta dimostrando che una proprietà intellettuale può diventare qualunque cosa.
Soldi, principalmente.
Talvolta persino senza passare per la fase “prodotto di merda”.
COMUNICATO FINALE DELLO STATO MAGGIORE
Il fronte è aperto.
Osprey si ritira da un settore. Pandasaurus riduce i costi di presidio. Games Workshop apre nuove linee di monetizzazione.
Tre strategie differenti, tre modi di affrontare un campo instabile, e nessuna al momento sembra dominante. Sebbene quella di ritirate e collassi abbia un grosso appeal.
Qualcuno avanzerà, qualcuno si ritirerà e qualcuno finirà per perdere la posizione.
Poi ci sono i civili, che non hanno dichiarato guerra a nessuno ma pagano comunque il conto.
Nel nostro settore li chiamano giocatori, o nei comunicati criptati dell’alto comando, “quei coglioni che comprano i giochi“.
Stato dei civili: adorabili.
Disponibilità economiche della popolazione: in rapido esaurimento.
Fine del comunicato.





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