30 anni e non sentirli, per lo più grazie al fatto di nutrirsi di case editrici più giovani.
Asmodée, che si rifà alla figura del demone della lussuria, con le sue tre teste di uomo, ariete e toro, opera con coerenza tematica verso i concorrenti del mercato: l’uomo li caccia, l’ariete li stende, il toro li incula incorna.
Tra le ultime grandi vittime c’è CMON, che nonostante la perdita di Zombicide, Blood Rage, Rising Sun, Ankh, e l’orecchio sinistro, ha dichiarato “stfiamo andfando alla gfande”. Spuntando del sangue e un premolare.
Ma essendo demone della lussuria, Asmodée presenta anche un bel catalogo corposo, più ampio del curriculum di Dexter, per soddisfare tutti i gusti del pubblico, senza chiedere poi molto in cambio se non una devozione continua.
Per fortuna viviamo nel 2025 e al pubblico non frega più o meno un cazzo di niente. Parafrasando Ricky Gervais “Se l’ISIS avesse una casa editrice, voi avreste già pladgiato il primo Kickstarter“. Fatto salvo per eventuali peccati mortali, come un pronome sbagliato o un tema storico troppo accurato, cose che comunque passano rapidamente per i cristiani comuni, figuriamo ci per un’entità demoniaca.
Quindi lunga vita ad Asmodée, alla sovrapproduzione, all’outlet e alla ludofagìa.
Intanto, senza alcuna pretesa di blandire, assoggettare o ammorbare nessuno, è apparso un giochino free-to-play a tema Asmodée, con relativa classifica dei migliori adepti giocatori.





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