Sono usciti i risultati dei Golden Geek Award, i premi per “la migliore roba di giochi” secondo gli utenti del più grande sito a tema del pianeta. Come i nostrani IoGioco Award, ma secondo la community di gamer del più grande sito a tema del pianeta, seguendo il classico slogan “from the players, to the players, for nobody”.
A colpire inizialmente è l’elenco di quindici categorie, tra le quali miglior podcast, miglior App, e miglior biscotto a forma di “avete rotto il cazzo”. Ma poi, leggendo i titoli premiati, emerge un tripudio di collaborativi e una tendenza a sostituire il medieval fantasy con lo sci-fi: e c’è gente che continua a dire che nei giochi non c’è politica.
Il gioco come evasione dalla realtà, afforntato con lo spirito con cui Trump affronta i test cognitivi: incoscienza ed entusiasmo.
The Lord of the Rings: Fate of the Fellowship porta a casa tre premi e altre due nomination, tanto per non far pesare la ridondanza delle categorie, e ci ricorda che, nonostante quello che asserisce Amazon, si può ancora fare qualcosa di decente a tema Signore degli Anelli.
Questo adattamento di Pandemic porta la linea ufficialmente in coda a Monopoly per la corsa al maggior numero di versioni dello stesso gioco, Knizia permettendo.
Due vittorie e tre nomination per Vantage, tanto per non far pesare la ridondanza delle categorie. Un collaborativo open world tutto da scoprire, il cui pregio maggiore pare quello di essere un gioco non a campagna ma comunque soggetto a spoiler. Innovativo.
Toy Battle emerge anche qui, con un premio e tre nomination, tanto per non far pesare la ridondanza delle categorie, piazzandosi tra i migliori light game e tra i migliori wargame: mentre il mondo promuove collaborazioni interstellari, qui si riporta la guerra in famiglia, semplice, impavida, senza pietà. Come una serata con Paolo Mori.
Proprio come piace a noi.
Invece Hot Streak sbanca i piani bassi, con due vittorie e due nomination, tanto per non far pesare la ridondanza delle categorie, con il titolo di miglior light game e miglior party game che vanno a un “game for hard luck gamblers who love to bet on and scream at the racers”.
Un vero gioco per tutti, immaginiamo il claim dello spot televisivo: “Scommettere: un gioco da ragazzi”.
Non resta che fare i complimenti ai quarantadue giochi in lizza, ma soprattutto ai ventotto nominati e ai nove vincitori, tanto per non far pesare la ridondanza delle categorie.





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