Speriamo pochi di voi abbiano visto o sentito parlare del meme “6-7” diffusosi recentemente negli States. Si tratta di un gesto “meaningless” diventato virale proprio per il suo “non-sense” molto adattabile, e si distingue per essere una delle poche cazzate che non vengono direttamente dal presidente o dai personaggi più influenti della nazione.

Un italiano, vedendolo, non avrebbe difficoltà ad associarlo a un “meh”, a un “così così”, a un gesto di indecisione, o a un più politico “uno vale l’altro” (o comunque fosse quella famigerata formula); in realtà il gesto di tenere i due palmi delle mani verso l’alto, facendo scendere e salire alternativamente le due mani, come due piatti di una bilancia, non vuol dire un cazzo; se non “ci sto dentro”, come fosse un saluto segreto di una setta senza scopi.
E a proposito di mercato ludico, andiamo a vedere cosa succede nelle terre che in Europa lo guidano per numeri e… più che altro per numeri (la qualità la lasciamo a chi ne capisce): la Francia.
Nell’ultimo anno Asmodée ha comprato una manciata di case editrici, e ora ha messo nel mirino la ATM, che ha realizzato una ventina di party game, tra i quali Quick Stop, e che Asmodée valuta 250 milioni di euro.
Se come prima cosa avete pensato “Oh mon dieu! Riciclaggio!” siete delle brutte persone, perché usare un’espressione francese è uno scimmiottamento della lingua e un’appropriazione culturale indebita.
In maniera del tutto scorrelata, nello stesso momento, il fondatore di Asmodée, Philippe Mouret, e il responsabile della controllata Catan Studio, Pete Fenlon, si sono dimessi dai rispettivi ruoli.
Questo mentre la linea di Descent viene dismessa, con il movente che traspare dal seguente dialogo tra il CEO e il reparto operativo:
– Costa troppo.
– E grazie al cazzo.
Nel contempo, sempre in Francia, la Fentasy Games (sì, si chiama davvero così) ha lanciato una nuova piattaforma per permettere ad altre case editrici la prevendita dei giochi “pesanti” a bassa tiratura, per garantire quelle 500-1000 copie necessarie alla pubblicazione e alla sopravvivenza di quelle realtà editoriali. Per assicurarsi poi di finire in un “film francese tratto da una storia vera”, il CEO, Florian Gigot, ci ha tenuto a precisare che la BOARD GAME COMMERCE, oltre a spiccare per fantasia nel titolo, non prenderà commissioni sulle pubblicazioni che passeranno dalla loro piattaforma.
“Probabilmente vogliono solo qualcuno da dileggiare”, penserete con le vostre menti razziste e invece, come fossero tatuaggetti su una quarantenne separata, intendono urlare “resilienza”: resilienza del mercato, resilienza editoriale e resilienza nell’utilizzare uno dei termini più detestabili del millennio.
Quindi smettetela di essere prevenuti verso gli amici francesi, perché come diceva nonno: “sanno sempre sorprenderti, questi mangiaranocchie”.
Fatto sta che adesso ogni volta che vediamo un ragazzino fare il “6-7” non riusciamo a non pensare che stia rispondendo alla domanda “come va il mercato dei giochi da tavolo?”.





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