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| Modella: Gabriella Orefice Fotografo: E. Del Gaudio Sito: Mogu Cosplay |
Titolo: Salamanca
Anno: 2006
Genere: piazzamento
Gallery
[del Puzzillo]
Perché è arrivata l’estate e nessuno vuole sentire cattive notizie, con buona pace degli amici romagnoli e di quei tre sfigati che continuano a millantare d’aver intravisto lo spettro di una crisi. Noi ci mettiamo del nostro andando a trattare un gioco che ha tenuto incollate ai tavoli decine di molliche di pane.
Stefan Dorra, già ignorato per For Sale e Tonga Bonga, ha scelto una location d’impatto per questo gioco soporifero, riuscendo in una alchimia di rara efficacia: notevole botta di sonno.
Erano passati già sei anni dall’uscita di Carcassonne e mancava proprio che qualcuno rimettesse le mani alla già esaltante meccanica di piazzamento tessere. Sarebbe bastato prendere l’unico pregio di Carcassonne e disintegrarlo in una esplosione di complicazioni.
Genio.
Il motivo per cui potreste ritrovarvi a contatto con questo gioco è che, essendo giocatori, siete soggetti ad acquisto compulsivo e, pur non godendo di alcun tipo di attrattiva ludica, Salamichia è in offerta da anni presso gli stand di Essen, dove comprereste anche un piede di nerd usato male.
Ora, c’è da dire che per 5 euro una manciata di segnalini, una di monete, due di tessere colorate e una plancia quadrettata, non sono affatto un cattivo affare, è solo la combinazione di queste cose attraverso un regolamento che rende il tutto meno appetibile. Soprattutto quando avete in alternativa un gioco come un’altro gioco qualsiasi.
Senza dubbio Stefan deve aver pensato che mostrare le prossime tessere disponibili sarebbe stato un guadagno strategico, come deve aver pensato che dare la scelta del tipo di azione da fare tra il piazzare tessere, piazzare omini o incassare punti sarebbe stato un arricchimento tattico; deve anche aver creduto che differenziare i terreni per colore e sottodifferenziarli per tipologia avrebbe dato un senso alla generazione della mappa. Quello che magari Stefan non ha pensato è che il tutto sarebbe stato una discreta rottura di coglioni, per uno che compra un gioco della Zoch e si aspetterebbe solo di piazzare due pezzi a incastro. O per uno che compra un gioco, questo gioco, in generale.
Effettivamente detta così sembra che uno possa direttamente scegliere cosa fare, nel tentativo di far terminare la partita il prima possibile, invece no, deve giocare una carta. Sì, anche le carte. Un mazzetto di carte che indicano il valore d’iniziativa per il turno e l’eventuale effetto abbinato, come quando all’Aulin si abbina un gastroprotettore. La tensione che si genera al rivelarsi delle carte giocate è paragonabile solo ad un pedalino infeltrito, qualcosa di cui vorreste liberarvi ma che in realtà non ha alcuna influenza su di voi.
Una volta costretti ad entrare nel non intuitivo meccanismo però si trova il modo di fare qualche bastardata sui territori puzzillati dagli avversari, soprattutto non avendo di meglio da fare, il che vi riporta a quel tipo di cattiveria infantile che vi faceva tentare di bruciare le formiche con la lente d’ingrandimento (non funziona, abbiamo provato, in compenso funziona con la scatola di Salaminchia, abbiamo provato).
A questo punto, dopo aver piazzato qualche tessera, qualche omino e iniziato a comprendere quali siano le convenienze, più evidenti della raccolta punti di Auchan, vedrete apparire cose come una cavalletta, un topo o una boccetta di (presumibile) veleno, il che vi farà chiedere “ma che caz*o sto facendo?”. Già, che diamine state facendo?
A parte perdere il tempo necessario ad esplorare nuovi orizzonti della vostra sessualità, direi poco altro. L’ambientazione al gioco calza come il pedalino infeltrito sul piede di nerd usato, e con gli effetti “speciali” così schematici da far apparire la scacchiera come l’ideale di libertà, la sensazione di stare facendo una cosa a caso è tanto forte da svegliarvi di tanto in tanto gridando “BINGO!”.
Tra i materiali ben cinque schermetti per i giocatori, atti a nascondere i vostri smartphone mentre navigate su youporn alla ricerca dell’ultimo film doppiato da Belen.
Il tutto forzando sui livelli di attenzione dei giocatori, cose tipo cercare di riconoscere le tessere differenti piazzandole, ricordarsi le adiacenze, le penalità e di raccogliere i punti prima della fine della partita. Oltre che di essere lì.
Finite le tessere, contate i punti, prendete la lente d’ingrandimento.
Ringraziamo Gabriella, immortalata da E. Del Gaudio nell’intento di misurare le dimensioni della palma per il giardiniere Willy, per la sua partecipazione e l’entusiasmo, invitando ogni cosplayer che intendesse fare altrettanto (partecipare, non misurare palme a braccia) a contattarci.
Non che v’interessino belle ragazze in costumi fantastici, ma se dovesse essere trovate le immagini di Gabriella sul suo sito: Mogu Cosplay.






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