di Mr. Black Pawn
le immagini sono prese da siti a caso, se serve le leviamo, suvvia non ci strizzate i lapislazzuli, per favore.
Si’ore e Si’ori, stasera non due giochi, ma due interi schieramenti di deficienti si fronteggeranno nell’arena dei poveri. Premetto che di giochi di ruolo, argomento del dibattere di queste due fazioni di teste di calde, ne capisco abbastanza poco da mettere in campo un’ignoranza ai limiti del fastidioso.
Non è vero, in realtà ho letto abbastanza da inserire propriamente nel testo un termine tecnico su due, ma utilizzerò indistintamente tutti i vocaboli dei giochi new wave in maniera impropria al duplice fine di intristire gli astanti e infastidire i fanatici. Vi fa arrabbiare se dico “new wave”? E io lo ridico: new wave. Neeeeeew waaaaaave.
Sta di fatto che se nel mondo c’è qualcuno che pretende di fregiarsi del tristissimo titolo di Big Model Watch (cioè “Grosso Modello di Orologio”, mi suggeriscono i traduttori di Quarriors), ebbene allora c’è spazio per tutti, anche per chi non ne capisce granché di narrativismo, cioè raccontare le storielline facendo finta di essere tutti dei novellatori provetti.
Ma bando alle ciance, veniamo al dunque.
I campioni vengono dai Reami Dimenticati, si nutrono di lembas e dadi a 20 facce. Giocano indefessi a giochi nati quando Belén era ancora vergine o, addirittura, quando Belén era ancora vergine dietro. Più che giocare davvero, rievocano sessioni di quando erano al liceo, lavorando di cesello a livello di post-produzione per rendere fighe le morti ridicole subite dai loro personaggi ad opera tiri di dado del tutto fasulli, o per giustificare anni di lecchinaggio e rapporti sodomiti a vantaggio del proprio master preferito.
Se la rete fosse di carne, loro sarebbero stati tagliati via anni fa. Sono i Parpuzi.
Gli sfidanti vengono da non si sa bene dove, ma in molti si augurano che ci tornino presto. Giocano a dei sottoprodotti dell’editoria indipendente che li portano a rivestire ruoli malati: travestiti samurai che insidiano finte lesbiche, malati di mente che non dormono o non ricordano una mazza, servi succubi di padroni psicopatici, cavalieri ricchioni che muoiono in mondi ghiacciati dove il sole è uno stronzo. Quando non giocano, cioè quasi sempre, vivono sui forum dove partoriscono teorie inutili e dove tentano di convincere gli altri che le loro teorie sono meglio di qualsiasi altra cosa. Compresi i rapporti sessuali che loro, passando la vita sui forum, ormai vedono solo tramite fapdu.
Se la rete fosse di carne, loro sarebbero bersagli ideali per il topexan. Sono i Forgiuncoli.
Ringhiando offese in orchesco e sbavando sulle armature per colpa degli apparecchi ortodontici, i Parpuzi si dichiarano da anni depositari di un’arte millenaria, che rende chi la pratica del tutto incapace di avere rapporti sessuali con qualsiasi cosa non appartenga al proprio corpo e abbia meno di cinque dita, ma soprattutto che si basa su una gerarchia quasi ecclesiastica che vede pochi, illuminati eletti sulla vetta, e una torma di sudditi fedeli alla base. Quello che non dicono è che in realtà i Maestri, o Master, hanno sulle spalle il peso di garantire il divertimento delle masse, sacrificando la vita sociale, familiare e scolastica (lavorativa no, un Master difficilmente ha il tempo per cercarsi un lavoro vero). Questo porta i capi della setta ad accumulare ira, frustrazione e libido che sfogano poi sui propri giocatori, in ordine sparso e in modo più o meno velato.
La risposta dei Forgiuncoli arriva fra i gridolini eccitati di tutti i giocatori diversamente etero che hanno abbracciato il movimento dopo essere stati delusi in massa da Vampiri, da cui si aspettavano amore e decadenza morale, e da cui hanno invece ricevuto ira, frustrazione e libido in ordine sparso. Loro sono convinti di essere rivoluzionari, pionieri, latori di un nuovo modo di vedere il mondo, e invece leggono solo libri scritti male e raccontano storie scritte peggio. Quello che non dicono è che anche la loro religione si basa su una gerarchia quasi ecclesiastica che vede pochi, illuminati eletti sulla vetta, e una torma di sudditi fedeli alla base. I Progettisti, o Designers, sparano cagate alla velocità di un post al minuto su uno speciale forum dove possono parlare solo loro, usando un linguaggio oscuro che a confronto la frase “ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn” sembra un detto popolare.
I Maestri credono fermamente nel Drago dei Cunicoli, una creatura che si espande all’infinito, il cui culto si basa sul collezionismo di reliquie poste in confezioni colorate, e nell’adattamento ai dogmi della Scatola Rossa (o della più enigmatica tre punto cinque, non chiedetemi cosa sia) di qualsiasi altra opera passi loro per le mani, sia esso manuale, narrativa, o saggistica (per un Maestro, una Porta USB è un’incantesimo dei Maghi, e Robert Langdon un ladro di quarto livello).
Inutile porre nelle loro mani un oggetto diverso, anche se del culto opposto… esso diventerà di volta in volta qualcosa di riconoscibile nell’ambito dell’Unico Gioco, cambiando contenuti, forma o nome.
Ecco così che innocenti strani oggetti ludici forgiuncoli diventano qualcosa di familiare: e per loro è l’unico modo per impugnare senza vergogna un Dildo Baggins.
I Progettisti invece credono in una teoria chiamata Big Model, una roba che avrei anche letto se solo me ne fregasse qualcosa, ma che a quanto ho capito dice che gruppi diversi giocano in modo diverso e che se due persone in un gruppo vogliono giocare diverso, litigano. Una teoria rivoluzionaria, nata dopo anni e anni di pensiero laterale, che ha portato i Progettisti a dire “facciamo giochi che non sono giochi di ruolo, ma quelli che vorrebbero giocare quelli che non si divertono a giocare di ruolo”, arrivando con solo dieci anni di ritardo a Tales of the Arabian Nights.
Si vantano e festeggiano con lo spumante quando un loro gioco vende trenta copie, mentre noi boardgamers ci chiediamo se stanno scherzando o se sì, sono effettivamente rincoglioniti.
Lo scontro fra i due gruppi è di una violenza indescrivibile: vedere
anche solo pochi scambi di frasi in un forum che ospiti appartenenti ad
entrambi gli schieramenti significa per qualsiasi potenziale giocatore
di ruolo raggiungere istantaneamente la consapevolezza che anche solo il rischio di finire a fare discorsi del genere su una message board mentre il sole è ancora alto nel cielo
è un azzardo davvero troppo grande, meglio la morte, e questo è alla
base dell’ondata di articoli che negli anni novanta attribuivano, usando
rigorosamente il futuro anteriore, un sacco di suicidi al fenomeno
crescente del gioco di ruolo.
Già, crescente all’epoca. Perché, grazie al maledetto demonio, sia la
scellerata razza che prima predica regolamenti coerenti e poi si
racconta le storielle alzando le sopracciglia, sia quella che compra
tonnellate di supplementi per farsi raccontare le storielle da un altro,
si stanno rapidamente estinguendo, sterminate dagli rpg e dagli
adventure game online, che fanno la stessa cosa, ma la fanno meglio.
Adesso, a leggere i commenti al post precedente, non vorrei che questo mio scagliarmi in maniera equa contro i due schieramenti (ho già detto “di deficienti“? sì? pazienza: repetita iuvant) fosse visto in malo modo dai miei piccoli lettori, ma davvero: accalorarsi e sbranarsi, saltarsi alla gola e darsi gran calci nelle palle sproloquiando idiozie relative a un settore che, all’interno del mondo ludico, altro non è che una nicchia della nerchia del cane nella vigna del signore della vita, davvero non ha nessun senso, qualunque sia la parte da cui proviene il primo insulto, e chiunque sia il cretino ad abboccare e a rispondere alla provocazione.
Ebbene, stavolta non ho dubbi su chi vincerà questa guerra, questo nobilissimo scontro di intelletti il cui fine ultimo è leccare via dalla ceramica ludica le briciole che dovrebbe eliminare lo scopettone del libero mercato: la vincerà il migliore.
Ma non sarà rimasto nulla su cui festeggiare.
Ci vediamo a Play!, dove grazie al cielo i GDR sono solo un omaggio triste per giocatori vip.
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