IdeaG, uno zerbino con scritto “arrivederci” sull’uscio del mondo dei giochi.
Trattiamo dell’evento curato dalle menti capacitive di Paolo Mori e Walter Obert per permettere agli autori di offendersi vicendevolmente riguardo i rispettivi prototipi presentati, generalmente avendo torto.
Nel presentarli.
A darsi un tono sono presenti invece molti editori, che fingendo di cercare il nuovo Totti nel campo dell’oratorio, si ritrovano ad ascoltarne le barzellette, talvolta facendone parte.
Bonus ormai quasi immancabile è l’ospite d’onore, uno con la “o” minuscola, in quanto pare che il buon Porazzi abbia dato forfait, impegnato nella ricerca di un nuovo modo di riproporre le opere di Angelo Porazzi; parliamo così di Stefan Stadler, già autore dei
Pilastri della Terra e
Mondo Senza Fine, al quale siamo particolarmente legati in quanto bipede.
Non manca nessuno dei tipici elementi fallimentari delle convention italiane, a parte il pubblico, per fortuna.
Il tutto nella cornice di una spumeggiante Torino, il cui aspetto più vivace si riconosce nell’energia delle sue Olimpiadi. Finite sei anni fa.
Il Puzzillo, calatosi nei panni di autore emergente con un prodotto all’altezza delle aspettative, ossia pessimo quanto bastava per il “quality code” d’ingresso all’evento, cerca di comprendere l’epopea dell’autore moderno in tutti suoi capitoli: brutta idea, raccapricciante realizzazione, imbarazzante presentazione, inspiegabile pubblicazione.
Fallendo.
Il secondo intento sarebbe potuto essere epurare i prototipi di oggi onde risparmiarci molto lavoro sui giochi di domani, ma più o meno nulla di quanto presente rischia comunque di finire nemmeno in un negozio d’arte moderna.
Potremmo allora parlare della quantità di genio presente all’interno della struttura, ma il lattaio è passato solo per due minuti. La scelta quindi ricade sull’amatissimo da nessuno fotoreport, con il quale cercheremo di trasmettervi quel senso di nausea tipico dell’approccio ad un prototipo.
Per meglio interpretare ricorriamo al decalogo comportamentale proposto da Paolo Mori ai partecipanti prima dell’evento, mettendo giustamente in dubbio le capacità sociali degli autori di giochi e facendo tesoro delle esperienze passate:
1- non mangiare i puzzilli dei prototipi altrui.
2- in caso abbia mancato al punto uno, rutta con discrezione.
3- fai arrivare il prototipo entro l’evento (a meno che non sia per Asterion Press, nel qual caso puoi portarlo anche un po’ dopo).
4- esprimiti senza usare attrezzi taglienti.
5- porta dei fazzolettini per ripulire quando ti sei espresso male.
6- orinare sui prototipi degli altri non li rende tuoi, e comunque poi non li vorresti.
7- se la pila di cadaveri suicidi al tuo tavolo ingombra l’area del tuo vicino rivolgiti allo staff.
8- non guardare mai un altro autore dritto negli occhi mentre gli dici che il suo prototipo non è male. A tutto c’è un limite.
9- se hai una buona idea, una meccanica innovativa, un tema geniale, non portarli qui.
10- scherzavo, so benissimo che non hai nulla di tutto ciò, altrimenti staresti a casa aspettando le royalties e burlandoti di chi viene qui.
Stefan Stadler e Stefano Castelli, diventati intimi dopo un pregno dialogo
– Ehi, your name is just a little shorter than mine!
– Like you are.
– Carino.
Pare che la loro fuga di cervelli in terrazza abbia portato il quoziente intellettivo all’interno della struttura due punti più in alto.
Francesco Rugerfred Sedda
“non guardate mai verso il tavolo”, la maggior parte degli autori ritiene che guardare verso il basso causi vomito.
Per i giocatori spesso è così.
Per la sua camicia non fa differenza.
Paolo Mori in guardia alta tenta di difendersi dall’entusiasmo che lo assale con attacchi incessanti. Il colorito pallido è dovuto all’astinenza da antiemetici.
“Componentistica d’effetto è il segreto”, quando le banane in gommapiuma non bastano Lorenzo Silva tira fuori il segreto gioco vibrante per adulti. “Aggiustare il target” è la chiave.
So cosa state pensando ma no, Paoletta Mogliotti di Frequenza Ludica non ha provato la componentistica di Silva, sta semplicemente simulando un attacco di Parkinson per allontanarsi dal tavolo.
Donne, ne sanno sempre una in più delle donne.
Immagine a favore della campagna contro l’abbandono dei prototipi.
Ogni anno decine di prototipi vengono abbandonati in piemonte dopo i raduni degli autori, non partecipare a questo strazio, non realizzare un prototipo.
Il bastardo sei tu.
Ma anche il gioco non scherza.
I ragazzi dello staff (sì, c’era uno staff), gli unici per i quali bisognasse sforzarsi onde trovare gli insulti giusti.
Ma essendo per lo più torinesi, il destino ha già fatto il grosso del lavoro.
Il mitologico Luca Iennaco accanto a Walter Obert, il primo una creatura per metà calcolatore e per metà calcolatrice, i suoi occhi sembrano affermare “vi odio tutti”, ma i suoi baffi urlano “è vero”, mentre il secondo viene dopo il primo.
Il prodotto non ha nulla a che vedere con il sesso, la razza, la religione o l’intento politico dell’autore.
Ma avreste mai pensato che la lavatrice avrebbe fatto più danni della dinamite?
Mai sottovalutare, che questo ci sia di lezione.
Autori e ispirazione.
L’attesa.
Immaginando cosa potrebbero fare da sobri si preparano al death match proposto loro dal Puzzillo. Obert aveva chiesto un cimento, noi volevamo fare un torneo, alla fine ne è uscito un tormento. Per tutti.
La squadra dei Begalini, capitanata dal navigato duo Obert-Mori, illumina con tecniche di sviluppo lampo gli pseudo-colleghi autori, folgorando gli ultimi neuroni rimasti in circolazione e assicurandosi un discreto vantaggio.
Tema del gioco in mezz’ora ideato sul posto: Il cercopiteco morbido.
Gli Scrausi, guidati da un astratto Castelli e un inspirato Lanzavecchia, rispondono senza colpo ferire dimostrando, con la loro “mano esacerbata”, che dei neuroni possono benissimo farne a meno.
Vincendo per manifesta superiorità di bicchieri sul tavolo.
Dei fenomeni (da baraccone) usciti vincenti dal tormento, solo uno è stato in grado di dimostrare come anni di studi e di civiltà possano disperdersi nel tempo come peti nel vento. Più di ogni altro l’autore X, il milite ignoto del game design italiano.
Ci piace ricordarlo così.
Rimane il valore del coraggio degli autori che a fronte di una palese disabilità psicomotoria si sono ostinati a realizzare giochi d’abilità.
Il genio ludico nostrano riconosce l’autorità del Puzzillo nel conferire con estremo interesse ed impegno il riconoscimento di Primo Miglior Autore Ignobile del 2012 a
Stocazzo.
Un messaggio di affetto lanciato dagli autori uniti a Mr Black Pawn, ricavato dalla somma delle loro menti e dalla sottrazione delle loro capacità.
Sarà stato Lui tra noi?
Paolo Mori annuncia qui con garbo la fine della manifestazione invitando tutti a rincontrarlo il più presto possibile, contattandolo in via privata per qualsiasi caso.
L’espressione assunta dal suo volto è dovuta ad una elegante critica nei confronti delle idee del collega Obert. Questa è edulcorata per il particolare rispetto di Paolo per Walter, altri ovviamente i modi utilizzati per i “consigli” nei confronti degli autori in esposizione.
Come ultima chicca vi riveliamo che tra gli autori gira voce che Paolo Mori e Stefano Castelli abbiano per le mani prodotti in grado di far fare loro “il botto”. Noi stiamo qui, quando sentiremo il botto, andremo a raccogliere i pezzi.
Scrivi una risposta a Anonimo Cancella risposta