Con la sicumera con cui Paolo Fox predisse il 2020 come un grande anno per i viaggi, cercheremo di definire questo 2026 in base ai primi segnali ricevuti da questa meravigliosa annata. Quindi ecco i Top e i Flop che hanno aperto l’anno:

5 TOP

CMON 1.5, la vendettina
La CMON conquista qualche nuovo azionista, cosa che non era riuscita a fare negli ultimi mesi, e recupera valore e capitale, preparandosi a consegnare giusto quegli otto progetti già pagati da un pubblico che ormai si era dato rimesso alle parole della Fallaci: “lettera a un bambino mai nato”.
Ci saranno anche nuovi progetti, ma più modesti, molto più modesti, diciamo “di scuola italiana”: tutti dietro e contropiede. E anche se rinunciare alle produzioni mastodontiche per puntare sulla qualità del design, dopo aver licenziato quasi tutti i designer, potrebbe non sembrare la scelta più saggia, apprezziamo l’incrollabile ottimismo.
Un milione di dollari per sviluppo e prototipazione dei prossimi Kickstarter, e 300.000 dollari per marketing e fiere. Fino alla prossima Essen Spiel dovrebbero farcela.

MAGIC, l’adunanza dei soldi
HASBRO sta vivendo di Magic: The Gathering, come un qualsiasi negozio di giochi di quartiere. Gli incassi da 4.7 miliardi di dollari arrivano principalmente dall’uteriore crescita dell’opera di Garfield, seguita dall’inevitabile D&D. Nelle ultime settimane sono cresciute le polemiche per la quantità di IP di cui hanno riverstito il sistema di gioco, svelando un certo scollamento con la community e un certo attaccamento ai soldi. Scioccante. Comunque, Magic avanza passando sui cadaveri delle Nerf gun, dei Transformer e persino dei giocattoli di Peppa Pig, e il CEO Chris Cocks parla di circolo virtuoso di custodia dello zoccolo duro e acquisizione di nuovi appassionati, proprio come il nostro spacciatore di quartiere.
“Pensare locale, agire globale”.

AS D’OR, lo stato dell’arte
Il premio Francese introduce una nuova regola, e no, non è presentare il gioco tra due mezze baguette, bensì il dover esporre il nome dell’autore E dell’illustratore sulla scatola del gioco.
La prima domanda che ci viene a riguardo è: sarebbe andato bene lo “Adobe Firefly” di Kingdom Legacy?
La polemica è verso le produzioni di Mass Market, ma anche la CMYK non aveva pubblicato il nome di autore e illustratore sulla nuova copertina dei Ciarlatani di Quedlinburgo, né dell’illustratrice sulla copertina di Magical Athlete, sebbene in questo caso è probabile si tratti di un gesto di pietà.
Vedremo che effetto avrà, oppure non lo vedremo.

SUPER MEEPLE, adorabili francesi
Con l’umiltà tipica che abbiamo imparato ad amare, più che altro grazie al Dottor Cox, la casa editrice francese ha dichiarato “abbiamo fatto uscire nove giochi, e solo uno è stato un flop”.
Un vanto che, considerando che si tratta per lo più di localizzazioni, è un po’ come vantarsi di avere dei bit coin, avendoli comprati stamattina.
E ancora “altre case editrici possono permettersi di avere meno titoli di successo, noi no”. Se la modestia fosse una ciliegina, questa sarebbe una torta di merda.
Ah, il loro flop è stato Beyond the Horizon, della Cranio Creation. Che si riferissero a loro?

MATT LEACOCK, El “Che”
L’autore di Pandemic, che in pochi anni si è trovato dal divano di casa allo sgabello rovesciato del game design, ha deciso di difendere i diritti degli autori di giochi e la dignità del game design come lavoro.
Anche se probabilmente nessun editore ha mai negato ai designer la dignità, semmai i compensi.
Già presidente della Tabletop Game Designers Association e membro della SAZ (l’associazione degli autori nata in Germania), Leacock ha dichiarato* “Farò per gli States quello che la SAZ ha fatto per l’Italia”.
Di questo passo l’autore di giochi non sarà più un secondo lavoro. Né un primo, né un terzo.
*citazione non verificata

1 FLOP

GAME NIGHT PICKS, Social distorcion
Rodney Smith taglia i ponti con il canale GAME NIGHT PICKS per aver gonfiato le visualizzazioni di YouTube al fine di spillare qualche dollaro in più agli sponsor.
Rodney, fondatore di Watch it Played, teme di perdere credibilità e non vuole essere coinvolto nell’uso di questi mezzucci per ottenere monetizzazione.
L’accusa a GAME NIGHT PICKS però rivela l’utilizzo di strumenti ufficiali di YouTube, non proprio una truffa da dark web, e la credibilità in ballo è verso gli editori che pagano, non certo verso gli utenti, ridotti a ricevere tutta quella moralità sotto forma di recensioni “pagate”.
Ne avremmo da insegnargli, qui in Italia, dove i guadagni dei content creator sono quasi alla pari di quelli degli autori stessi: gloria casalinga e qualche scatola. Prezzolatura pro bono.

Quali sono dunque le nostre previsioni per il 2026?

Lo stesso: tante buone premesse per qualche ottima delusione.

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