La fiera del gioco di Norimberga festeggia i 75 anni.
La prima edizione fu nel 1951, quando si erano ormai liberati alcuni locali prima adibiti a certe attività giuridiche. Dopo 75 anni, date le attuali prospettive, il nostro messaggio per gli organizzatori rimane un ottimista: “non mettetevi comodi”.
Nel frattempo però, la fiera va avanti, con quel pragmatismo teutonico che gli ha evitato di farsi chiamare “festival”, che gli ha permesso di riservare un padiglione solo per i cinesi nell’edizione post Covid, e di organizzare feste di settore al ritmato grido di “fin qui tutto bene”.
La fiera è un punto di riferimento fondamentale per il settore, un momento di raccoglimento e di confronto senza il quale rischieremmo di vedere i nuovi giochi annunciati on line, invece che on line dopo averli visti dal vivo. L’organizzazione ne è consapevole e non si lascia fermare nemmeno da drammi internazionali come i dazi amari, lo spettro che si aggira per l’Europa, o il successo di Flip 7.

Sarà una Norimberga piena di novità, e nei prossimi giorni cercheremo di seguire gli annunci più importanti, come i 25 anni di Harry Potter, o i 5 anni di boicottaggio di Harry Potter, i nuovi TCG Upper Deck su licenza Harry Potter, o la richiesta da parte della Tabletop Game Designers Association affinché la Upper Deck non pubblichi giochi su licenza… Harry Potter.
La Spielwarenmesse in cifre
- 2,362 espositori da 71 paesi
- 175,000 m2
- 57,500 visitatori da 126 paesi
La Spielwarenmesse in lettere
- duemilatrecentosessantadue espositori da settantuno paesi
- centosettantacinquemila metriquadri
- cinquantasettemilacinquecento visitatori da centoventisei paesi
La Spielwarenmesse in sintesi
- Dove i grandi editori decidono come gestire il lavoro dei piccoli editori
- Dove avere conferma che entro Bologna Play non sarà cambiato nulla
- Dove iniziare a sperare che esca qualcosa di decente a Essen





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