Quanto cazzo devi essere forte per vincere senza nemmeno farti giocare?
Dragones atrapados en la isla è proprio così forte. Il gioco ideato da Noelia García, Irene Hervías, Flora María Nieto, and Sofía Busnadiego, ha vinto il Premio Nacional del Juguete in Spagna, portandosi a casa 30.000 euro di premio.
Il premio, istituito dal Ministero della gioventù, ne è uscito un po’ come come quel tizio che ha speso 120.000 euro per assomigliare a Ken, ma spendendone solo 30.000 per lo stesso risultato:

Qualche maligno potrebbe puntare il dito sul fatto che ci fossero solo sette partecipanti, o che fosse richiesto solo l’invio di presentazioni e non dei giochi, o che sembrasse il concorso per lavorare al comune di Hammamet.
E avrebbero tutti ragione.
Monica Rodriguez, premiata scrittrice di libri young adult, ha dovuto rifiutare la partecipazione come giurata sottolinenando il fatto di non essere “propriamente qualificata“, sbagliando di molto, considerato che il concorso era sostanzialmente per essay, dato che i giochi da tavolo non sono mai stati sul tavolo.
Inma Marìn, presidente dell’Instituto del Juego, ha dichiarato: “È come giudicare un libro senza averlo letto“.
Per essere corretti, pensiamo che sia più come far cagare in una busta, riceverla per spalmarsi la merda in faccia, e poi premiare un gioco che non hai provato.
Qualcosa di simile al Twitch Pitch di Dungeondice, ma con più soldi in palio (e meno onestà intellettuale, a dirla tutta).
Non vogliamo vantarci, ma non era facile surclassare il nostro Paese a porcate istituzionali, quindi kudos al Ministerio de Juventud, ai 7 partecipanti, ai giurati, e alle vincitrici, per questa perla di caccole lanciata sul mondo del gioco da tavolo.
Solo una convalida della nostra presenza in questo mondo: ognuno ha quello che si merita.





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